| Don Lorenzo Milani
Lorenzo Milani nasce il 27 maggio 1923 a Firenze, da famiglia di origine ebraica, che nel panorama culturale fiorentino da sempre si è distinta per meriti accademici. Una famiglia anche molto ricca, tanto da permettersi di campare di rendita pur tenendo a servizio una piccola pattuglia di domestici. La sua infanzia e la sua adolescenza, fino allo scoppio della 2° guerra mondiale, le passò però a Milano.
Man ma Il padre, per evitare le persecuzioni razziali, pur essendo ateo fa battezzare i tre figli, per evitare appunto le persecuzioni. Si può dire quindi che, a parte le vicende belliche che convinsero o costrinsero la famiglia a tornare a Firenze (per evitare i bombardamenti), la vita di Lorenzo, fino agli anni della maturità, prosegue liscia e senza intoppi, una vita borghese e invidiabile, con tutte le comodità e le possibilità anche di carriera. Ma di questo squilibrio, di questa ingiustizia che suo malgrado lo vedevano coinvolto, Lorenzo si sentì sempre in colpa - ed indubbiamente questo senso di colpa orientò il radicalismo delle sue future scelte di vita. Un fatto però cambia la sua esistenza, ossia l'incontro con la pittura e, indirettamente, con la religione. Dopo la maturità infatti, nonostante lo scetticismo della famiglia che desiderava per lui una carriera accademica, Lorenzo si iscrive all'accademia di Brera. Lo studio degli antichi maestri e degli aspetti simbolici della pittura sacra, lo mettono indirettamente in contatto con la religione. In breve Lorenzo legge e medita il Vangelo, rimanendone fulminato, trovando finalmente un senso e una risposta a quel sentimento di inquietudine e di malessere che lo tormentava da tempo. Sorpresa della famiglia dunque, quando egli chiede di poter fare la prima comunione e in seguito quando decide di entrare in seminario per studiare teologia e ricevere gli ordini. Dopo una breve ma infuocata parentesi di attività pastorale nei sobborghi di Firenze, a Calenzano, nella quale risalta l'iniziativa milaniana della "scuola serale", don Milani viene "confinato" nel piccolo paese di Barbiana del Mugello, perché non desse troppo fastidio. Ma i suoi scritti non tacevano ed in breve tutta la cristianità toscana ed italiana si accorse del radicale messaggio evangelico, a favore dei poveri, che da Barbiana sollecitò sempre più radicalmente le coscienze. Non solo, ma anche come studioso, ossia come pedagogista, la sua opera rimane a tutt'oggi ineguagliata, anzi, non creduta dalla scuola "ufficiale", nonostante l'alto valore pedagogico del suo metodo di insegnamento e gli indubbi successi ottenuti sul campo - in condizioni peraltro difficilissime. Spicca, alla fine della sua vita, la polemica contro i cappellani militari, che gli procurarono una citazione in tribunale, tramutata in condanna quando egli ormai era già deceduto.
Per approfondire i cenni biografici qui esposti e alcune delle principali realtà associative sorte intorno al nome di don Milani, invitiamo a consultare la sezione riguardante i link a siti esterni.
Bibliografia
Don Milani ha scritto molti saggi che mostrano uno spessore culturale di grande levatura e straordinariamente orientato alla concretezza, alimentato da una passione evangelica evidente e una agguerrita logica argomentativa. I suoi scritti sono anche, dal punto di vista letterario un ottimo esempio dialettico, che da una parte si fonda sull'evidenza e dall'altra si orienta verso un solido sistema di valori universali con la passione che caratterizza il suo temperamento.
Qui non vogliamo trascrivere bibliografie già eccellentemente curate su altri siti internet e perciò segnaliamo un link al sito "Progetto don Lorenzo", che riteniamo esaustivo della bibliografia milaniana:
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