La farsa du porcaru
Attendere che il filmato parta da solo
E' un'antica rappresentazione che un tempo si svolgeva per le vie dei paesi e prevedeva una precisa coreografia anche nei costumi. In sintesi, narra la storia di un porcaro che vende alcuni maiali a Carnevale, che non glieli paga e per di pił si strafoga fino a scoppiare. La farsa inscena un processo con l'esecuzione finale della sentenza (ossia i resti di Carnevale bruciati al rogo, che in questa versione, contenuta nella piazza principale di Gioiosa Jonica, non viene acceso per motivi probabilmente di sicurezza). La storia si impernia intorno a un nucleo molto antico, strutturato, di poesia popolare, al quale nel tempo si sono aggiunti lazzi e frizzi carnevaleschi, a invenzione degli attori. Chiude la rappresentazione una tarantella che dura circa mezz'ora, quasi la metą di tutta la farsa. In tempi recenti, dopo un periodo troppo lungo di rifiuto per la cultura contadina, queste rappresentazioni vengono sempre pił riprese su iniziativa e sensibilitą di gruppi spontanei, con letture filologiche ancora insicure ma in ogni caso con una impronta genuina e sicuramente preferibile alla solita sfilata dei "carri" di carnevale o ad emulazioni del carnevale di Venezia (a Castrovillari ad esempio), che non appartengono alla tradizione calabrese.